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Linfociti altissimi nel sangue: cosa sono e cause

 08 settembre 2018
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 Categoria: Salute
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 Scritto da: admin
linfociti altissimi

Se scopriamo di avere i linfociti altissimi facendo le analisi del sangue allora è necessario fare subito qualcosa poiché potrebbe trattarsi di linfocitosi che spesso si manifesta con particolari sintomi e determinate cause correlate al loro innalzamento.


Infatti, un valore alto o altissimo di linfociti nel sangue potrebbe essere un indizio di possibili patologie o infezioni presenti all’interno del nostro organismo.


La prima cosa da fare è rivolgersi subito ad un medico e nel frattempo è possibile leggere in rete un’utile guida come questa che ti permette di comprendere meglio il significato di alcuni valori del sangue come i linfociti.



Cosa sono i linfociti?


I linfociti sono cellule che compongono il sangue e fanno parte del gruppo dei globuli bianchi di cui rappresentano una buona parte, stimata intorno al 20 – 40 %. Esse sono essenzialmente una tipologia di cellule che ha origine dalla linea linfoide delle cosidette cellule staminali multipotenti facente parte del midollo osseo.


La loro funzione è di vitale importanza poiché i linfociti si comportano in modo tale da colpire in modo selettivo gli antigeni che attaccano il nostro organismo.


Morfologicamente i linfociti si distinguono per la loro caratteristica dimensione molto piccola e per il loro nucleo di forma ovale. I granuli sono pochissimi come pure il citoplasma.



Tipologie di linfociti


In generale si possono identificare tre tipi di linfociti:


  • - Linfociti T. Vengono denominati in tal modo perché sono sottomessi ad un processo di sviluppo completo a livello del timo, un organo del sistema linfoidale situato nel collo. Tali cellule svolgono diverse funzioni a livello del sistema immunitario poiché attivano e rafforzano l’immunità naturale incaricata di ingerire microrganismi patogeni e di distruggerli.


    Dunque i linfociti T svolgono un ruolo di primo piano nella distruzione di cellule estranee. Esse racchiudono granuli di enzimi che hanno la capacità di eliminare le cellule patogene. I linfociti T si distinguono in due gruppi:



  • - Linfociti B. Appartengono all’immunità umorale e si sviluppano nel midollo osseo. Molti sono caratterizzati da complessi proteici situati sulla superficie e che svolgono la funzione di ricettori in quanto sono capaci di legare frazioni di microbi.


    Quando ciò avviene, un sofisticato processo di attivazione conduce il linfocita B verso una fondamentale trasformazione. Incomincia a fabbricare anticorpi solubili che hanno il ruolo di trovare parti microbiche nella circolazione del sangue, attivando al tempo stesso l’immunità naturale.


    In relazione all’agente infettivo possono venire rilasciati diversi anticorpi. Tra essi ritroviamo IgA, IgE, IgD, IgM, IgG, ciascuno dei quali ha delle specifiche caratterstiche.



  • - Linfociti NK. Denominati anche natural killer, appartengono al sistema immunitario naturale.


    A quanto pare svolgono una funzione simile a quello svolta dai linfociti T citotossici poiché contengono degli enzimi che, una volta liberati, sono capaci di eliminare direttamente le cellule patogene.



Linfociti altissimi: cause


Se scopriamo di avere valori di linfociti altissimi nel sangue, quadro clinico noto anche come linfocitosi, le cause possono essere molte ed è sicuramente un campanello d’allarme.


linfociti altissimi

Tra le cause più comuni per valori di linfociti altissimi troviamo:


  • - Leucemia. Si riconoscono dalle altre alterazioni di linfociti per la velocità con cui si presentano. Sono riconducibili ad una mancanza di un clone che produce senza controllo altri cloni identici alla cellula madre. Tutto ciò porta alla manifestazione di linfociti altissimi. Particolarmente le leucemie portano il più delle volte a linfocitosi monoclonale ossia alla generazione incrollata di un unico capostipide di cellula linfocitaria.


  • - Linfomi. Si tratta di caratteristiche leucemia che vanno a colpire gli organi del sistema linfatico, le difese immunitarie dell’intestino e la milza. I linfomi si dividono in linfomi di Hodgkin e in linformi non-Hodgki.


  • - Tumori. La comparsa di un tumore porta alla liberazione di alcune sostanze denominate fattori di crescita e citochine. Tali sostanze causano una maggiore produzione di cellule corpuscolate da parte del midollo osseo, inducendo un’infiammazione.


  • - Infezioni virali. Causano una mutazione nella quantità totale dei leucociti incrementando in modo significativo quello relativo ai linfociti. Nelle infezioni virali riportiamo all’attenzione quelle provocate dal virus Epstein Barr che causa la malattia del bacio (mononucleosi) e dal virus Rinhovirus quello responsabile del raffreddore. Mentre le linfocitosi di carattere cronico sono causate da infezioni che con il tempo di sono diventate croniche. Tra queste ritroviamo quelle provocate dall’epatite B o C oppure dall’herpes.


  • - Infezioni batteriche. Causano un incremento nel numero totale di neutrofili e dei linfociti. Le infezioni batteriche possono essere indotte da microbatteri, da miceti oppure da parassiti delle specie del Tenia solum o Toxoplasmosi.


  • - Disdratazione. Anche la disidratazione ha un ruolo fondamentale nell’incremento delle cellule presenti nella circolazione sanguinia come ad esempio la creatinina, l’urea e l’emoblogina.


  • - L’uso di farmaci. E’ stato provato che l’uso di determinati farmaci può causare l’incremento delle concentrazioni di linfociti, abbassando al tempo stesso quella dei neutrofili. Un esempio deriva dall’eparina somministrata per via endovenosa o sottocutanea. Un altro esempio è dato dai farmaci antiepilettici, come la carbamazepina o il fenobarbitatl che possono indurre una linfocitosi.


  • - Traumi e stress. Alcuni ormoni come l’adrenalina e corticosteroidi portano ad una maggiore produzione di cellule corpuscolari da parte del midollo osseo. Linfociti alti in gravidanza. In alcuni casi durante la gravidanza possono essere riscontrati maggiori livelli di linfociti. Questo situazione si giustifica come una naturale risposta da parte del sistema immunitario nei confronti del cambiamento. Anche durante la fase delle mestruazioni possono essere osservati casi di lieve linfocitosi.



Linfociti: valori normali


Calcolare i valori normali di linfociti è semplice e possibile grazie alla formula 1.5–3.5 x 109/l. Ovviamente i valori, anche se ripetuti a intervalli regolari, possono presentarsi con numeri diversi: questo accade solitamente se si consultano differenti laboratori che seguono diversi parametri. Solo parlando con il medico, dunque, e mostrandogli gli esiti sarà possibile rendersi conto della reale situazione in cui ci troviamo.


Ricordiamo inoltre che i valori possono variare anche nel caso ci si sottoponga a chemioterapia, nel caso si assumano farmaci cortisonici oppure immunosoppressivi, nel caso si stia vivendo un grande momento di stress o se si è reduci da un intervento chirurgico.



Linfocitosi: cure e terapie


Le cause che possono portare ad avere linfociti altissimi, e quindi ad un quadro clinico noto come linfocitosi, sono molteplici e meritano pertanto un’indagine approfondita da parte di un medico che in tal caso vi suggerirà di eseguire ulteriori esami per individuare l’origine della possibile patologia.


Bisogna inoltre considerare che gli esami per la determinazione della concentrazione dei linfociti possono e devono essere ripetuti più volte, distanziati da un certo periodo di tempo. Infatti sono numerosi le cause che possono incidere sul risultato finale dell’esame, alterando i valori.


In ogni caso se i linfociti risultano essere troppo alti allora significa che il sistema immunitario ha avviato le sue azioni per difendersi da una o più minacce che stanno attaccando il corpo. Chi scopre di avere i linfociti alti è affetto dunque da linfocitosi, un evidente aumento nel sangue del numero dei linfociti.


Qualora ci si dovesse accorgere di possedere i linfociti alti nel sangue è necessario consultare immediatamente il proprio medico di fiducia. Solo un medico potrà scoprire le cause e attuare la procedura migliore per riportare la situazione alla normalità.



Trattamenti naturali


Per i linfociti alti non esistono rimedi naturali, ma una buona alimentazione insieme a un costante esercizio fisico possono aiutare a evitare in anticipo le varie patologie che causano l’aumento di globuli bianchi.


Quando ci si accorge di avere i linfociti alti, in attesea di consultare un medico, possiamo ricorrere a prodotti naturali, venduti in farmacia o nelle erboristerie, che possono darci una mano. Ad esempio, in caso si riscontrino valori di linfociti poco più alti del normale si può provare ad assumere compresse, gocce o preparati che vanno certamente a rafforzare le difese immunitarie.


Viceversa, esistono casi di linfociti bassi e ben al di sotto dei valori medi, per esempio valori sotto i 1000 per micolitro. Questa è una condizione molto rara rispetto allo scenario di linfociti alti e in tal caso gli esami per comprendere la natura della patologia verrano orientati in modo particolare nella ricerca di malattie autoimmuni.



Linfociti alti in gravidanza


Una volta scoperta una gravidanza è necessario fare le analisi del sangue regolarmente. Durante i nove mesi dell’attesa, infatti, una donna può riscontrare i linfociti alti. Questo può accadere in quanto il corpo femminile reagisce alla nuova condizione fisica. Nel caso però si notino sintomi più particolari e preoccupanti come febbre e scarsa voglia di mangiare, occorre indagare.


In realtà, è possibile anche che i linfociti alti si presentino durante il ciclo mestruale.


Se dovessero essere riscontrati valori fuori norma anche dei neutrofili, i globuli bianchi più abbondanti, si suggerisce dunque di contattare il proprio medico. Potrebbe infatti trattarsi in realtà di un’infezione in corso, aspetto nocivo sia per il bimbo che nascerà che per la donna in gravidanza.


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