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Candida nell'uomo: possibile?

 13 luglio 2018
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 Categoria: Salute
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 Scritto da: admin
candida uomo

A differenza di quel che si è soliti immaginare, la candida non è un problema che coinvolge unicamente le ragazze: se è vero che tre donne su quattro nel corso della propria esistenza fanno i conti almeno una volta con la candidosi vulvovaginale, è altrettanto vero che esiste anche la candidosi maschile, che interessa i genitali dell'uomo. Ci spiega tutte le caratteristiche del fenomeno lo staff di Alpretec. A volte il disturbo può essere asintomatico, mentre in altri casi può essere caratterizzato da arrossamenti e bruciori; la comparsa di una patina bianca, la formazione di macchie e il prurito sono ulteriori sintomi che possono rappresentare un campanello di allarme. Nel caso in cui l'infiammazione riguardi il glande, si ha a che fare con la cosiddetta balanite, mentre la balanopostite si verifica se a essere interessato è anche il prepuzio.


Ma che cos'è la candida, e perché colpisce anche l'uomo? Le origini e le cause possono essere differenti: immunologiche, metaboliche, allergiche, irritanti o infettive. La candida non è altro che un fungo saprofita che, in realtà, è già presente in tutti gli esseri umani, dal momento che fa parte della flora microbica normale. In condizioni normali, pertanto, essa vive in equilibrio con il resto dell'organismo. Tuttavia a volte può succedere che tale equilibrio si rompa, per esempio perché il fungo diventa più aggressivo, o perché le difese immunitarie della persona diventano più deboli: è in situazioni del genere che sorge la candidosi, in quanto la candida diviene patogena.


Ovviamente è possibile adottare delle precauzioni per prevenire o contrastare la comparsa del problema, visto che la malattia si può trasmettere per via sessuale. Un uomo portatore di spore è in grado di infettare il partner o la partner in ogni momento: questo è il motivo per il quale i rapporti devono essere protetti, perfino quando si è in cura.


Tra i rimedi a cui si può ricorrere per lenire il problema, si segnala l'utilizzo di intimo terapeutico. Un ruolo molto importante, infatti, è quello svolto dalla biancheria che entra a contatto diretto con le mucose e con la pelle, come avviene ogni volta che la zona genitale è irritata o infiammata. Nel caso in cui si abbia l'abitudine di indossare dei capi intimi sintetici, o comunque poco traspiranti, si corre il rischio di andare incontro a dermatiti. Inoltre, si potrebbe verificare un incremento dell'umidità e della temperatura in loco, tale da innescare la proliferazione e la diffusione di microrganismi patogeni. Un'irritazione meccanica può essere innescata anche da un abbigliamento più attillato del dovuto.


Ecco perché vale la pena di scegliere dei boxer e degli slip adeguati, magari realizzati in fibroina di seta o comunque basati su materiali microbiologicamente protetti, in grado di innescare l'equilibrio naturale nella zona dei genitali. La scelta di un intimo appropriato non solo costituisce un ottimo coadiuvante per il trattamento di infezioni, ma è anche uno strumento di prevenzione più che valido. L'intimo terapeutico è capace di favorire la rigenerazione delle mucose e della cute, e in più permette di controllare la proliferazione sul tessuto di lieviti, di funghi e di batteeri: in questo modo si può evitare la sovrainfezione di mucose e pelle.


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