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Ortopedia pediatrica, correggere le problematiche dei piccoli pazienti

 08 aprile 2019
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 Categoria: Salute
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 Scritto da: admin
ortopedia e traumatologia pediatrica

È un momento di estrema gioia la nascita di un bambino che, da quel momento, richiederà cure e attenzioni costanti. Nel corso degli anni, infatti, potrebbe verificarsi la diagnosi di alcune patologie e disturbi a livello ortopedico che richiedono trattamenti diversi da quelli indicati per pazienti in età ormai già adulta. Affidarsi ad uno specialista ortopedico e chirurgo significa dunque controllare continuamente la crescita, affrontare con maggiore serenità quelle problematiche che, in molti casi, appaiono come tappe fisiologiche dovute allo sviluppo, e lasciarsi guidare da un professionista di lunga esperienza che ha, alle spalle, svariati casi clinici tutti risolti con successo attraverso l’utilizzo di tecniche non sempre invasive.


Nei primissimi mesi di vita, ma già in gravidanza attraverso una ecografia, è possibile ad esempio riscontrare una problematica che prende il nome di piede torto ed è dovuta a fattori sia genetici che ambientali. Il piede appare deviato e, di conseguenza, anche i suoi punti di appoggio a terra. Il trattamento con il metodo Ponseti permette di arrivare a una correzione completa del problema nel 95% dei casi senza doversi sottoporre a interventi di tipo chirurgico o a numerosi trattamenti fisioterapici.


Altrettanto fondamentale è controllare l’anca e accertarsi che non vi sia una possibile displasia congenita, ovvero un’anomalia di sviluppo che può portare la testa del femore a spostarsi dalla cavità acetabolare. La scoperta precoce del problema con un esame di routine prescritto dal pediatra nei primi tre mesi di vita del neonato può essere corretta attraverso l’uso di tutori esterni, del divaricatore di Pavlik o, nei casi più gravi, con la chirurgia. L’importante è trattare il problema in tempo per evitare che, nel corso degli anni, si manifestino dolori, artrosi e ulteriori patologie.


Crescendo, il bambino può presentare una deambulazione anomala con ginocchia e piedi affetti da strabismo rotuleo convergente, problema che può essere corretto per garantire un recupero totale. Allo stesso tempo, potrebbe verificarsi il fenomeno dei piedi appiattiti da trattare chirurgicamente prima di arrivare all’età della pubertà, o con l’uso di plantari correttivi.


Durante l'adolescenza, invece, una problematica assai comunque è quella del ginocchio valgo o varo: le ginocchia tendono a toccarsi all’interno o, nel secondo caso, femore e tibia non risultano allineati con il risultato che gli arti inferiori hanno un aspetto a parentesi contrapposte e il ginocchio è costretto a sostenere la maggior parte del peso del corpo mentre si cammina.


Sempre in questa delicata fase della vita è possibile riscontrare dismetrie degli arti inferiori che possono essere trattate con particolari tecniche di allungamento, o la più ben nota scoliosi che si manifesta soprattutto nel range che va dai 10 ai 15 anni. La patologia porta a una curvatura anormale della colonna vertebrale che può creare problemi per l’accrescimento. Un primo esame clinico e, se necessario, anche un successivo controllo radiografico dell’intera colonna permetteranno di comprendere l’angolo di curvatura della scoliosi e scoprire anche se vi siano malformazioni delle vertebre presenti, in realtà, sia dalla nascita ma fino ad allora ignorate.


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