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Normativa per il benessere animale negli allevamenti avicoli italiani

 25 ottobre 2018
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 Categoria: Alimentazione
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 Scritto da: admin
benessere animale

L’unico modo per esprimere un’opinione in merito di un argomento, qualunque esso sia, è conoscere la realtà, sapere di cosa si sta parlando. Il dibattito sul benessere animale all’interno degli allevamenti è diventato molto acceso a causa di posizioni prese per le proprie ideologie e non per verità scientificamente dimostrabili.


Gli allevamenti avicoli italiani, al giorno d’oggi, sono un settore particolarmente sviluppato. Esso è stato il primo a essere rivisitato dall’applicazione di norme verticali, vale a dire specie-specifiche. Dopo un inizio turbolento, a causa di una completa reinvenzione di un sistema di produzione che aveva alle spalle anni e anni di esperienza, con conseguenti ripercussioni non positive sul benessere degli animali, la situazione attuale è fortunatamente in regola e particolarmente efficiente.


L’implementazione della Direttiva ovaiole ha portato la Commissione Europea a cambiare approccio, dato l’iniziale dissesto. Oggi il piano strategico per la salvaguardia del benessere animale prevede un maggiore focus sull’implementazione di normative esistenti e non sull’emanazione di nuove, proprio per evitare periodi di destabilizzazione e malessere per gli animali.


La normativa ha avuto un esito immediatamente favorevole, invece, per quanto riguarda l’allevamento dei polli, settore che non ha avuto gravi ripercussioni per l’allevatore, ma solo alcune nuove difficoltà, corrispondenti a un numero più esteso e approfondito di controlli per chi si occupa dei servizi veterinari. Il Ministero della Salute è attualmente al lavoro, in collaborazione con Centro di referenza nazionale per il benessere animale (CRENBA), per la creazione di una banca dati atta a conservare i risultati di ogni ispezione eseguita, in modo da poter avere un controllo rapido e veloce della situazione.


Gli allevamenti italiani vantano un bestiame meno soggetto alle malattie, grazie al rispetto di rigide norme che tutelano il benessere animale. Le critiche dei non addetti ai lavori si concentrano, tra le altre cose, sul mantenimento degli animali in luoghi chiusi. In realtà, questa soluzione quando applicata è una garanzia per una maggiore protezione dal rischio di contrarre malattie.


La "Direttiva pollo da carne" prevede l’implementazione di indici "animal based", capaci di stabilire con precisione il livello di benessere animale in modo oggettivo e affidabile. Un esempio di questi indicatori è, ad esempio, il controllo delle lesioni plantari su tutti i capi di bestiame inviati al macello. La loro presenza è correlata all’umidità dell’ambiente e delle lettiere in cui sono allevati i polli e, a seconda delle condizioni, è possibile valutare in modo oggettivo la qualità dell’allevamento da cui provengono.


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